
Bormio-Pasquali credits: Luca Pedrana
A Bormio, nel cuore della Valtellina, la Pasqua omaggia una delle tradizioni più sentite: i Pasquali. Da oltre 400 anni questa manifestazione coinvolge l’intero paese e i visitatori, unendo fede, artigianato, creatività e identità popolare. Bambini, giovani e anziani lavorano insieme per preparare le loro opere, e l’attesa è febbrile: già dalle prime ore del giorno, i partecipanti vestiti in abiti tradizionali sfilano per le vie del centro storico, accompagnati dai loro animali.
UN RITO CHE SI RINNOVA DA SECOLI
I Pasquali sono antiche portantine a tema religioso, autentici capolavori artigianali realizzati durante l’inverno dai cinque Reparti (quartieri) del paese: Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore. Sotto la guida di un capo, gruppi di ragazzi – i “pasqualisti” – progettano e costruiscono la propria opera, curandone ogni dettaglio: dall’idea al messaggio religioso, dalla lavorazione artistica alla struttura in legno.

Sfilata: uomini, donne, bambini Credits Mattia Canclini
Il 5 aprile la giornata inizia presto. I costumi tradizionali, preparati e stirati con cura nelle settimane precedenti, devono essere perfetti. Anche cavalli, asinelli e agnellini partecipanti alla sfilata vengono adornati a festa. Alle ore 10.00 prende il via la parata: dalla via Al Forte, passando per via San Vitale e via Roma, fino a piazza Cavour/Kuerc, nel cuore del paese. Ad aprire il corteo è la banda, seguita dalle carrozze trainate dai cavalli. Poi, divisi per Reparto, sfilano donne, anziani e bambini con fiori e piccoli manufatti artigianali, precedendo i Pasquali portati a spalla dai ragazzi.
Le portantine, imponenti e complesse opere di falegnameria e ingegneria, richiedono forza e coordinazione; sfilano anche i piccoli Pasquali dei bambini, in orgogliosa autonomia. E’ il rintocco della Bajona – l’antica campana delle grandi occasioni posta nella torre dell’orologio – a dare inizio alla festa, che prosegue per tutta la giornata.

I Pasquali, lavorati a mano, rappresentano i quartieri di Bormio Credits: Mattia Canclini
Festa di Comunità
Il Pasquale non rappresenta solo una portantina, bensì identifica l’atmosfera, la condivisione tra generazioni, il lavoro manuale. Arrivata intatta fino ai giorni nostri, questa usanza contadina – mix di religione e folklore – risveglia lo spirito di comunità di Bormio. Al termine della sfilata, una giuria valuta i Pasquali premiando il significato religioso, la qualità artigianale, la fedeltà alla tradizione.
Bormio, culla degli sport invernali
Esposte in piazza del Kuerc fino al lunedì di Pasquetta (ore 19.00), le opere coinvolgono turisti e visitatori, numerosi a Bormio durante le feste, scoprendo la montagna grazie alle tante attività sulla neve: dalle ciaspolate al freeride, dal primo approccio con lo sci alpinismo all’arrampicata su ghiaccio. Accompagnati da guide esperte!!

Affreschi – credits Roby Trab
Ricca anche l’offerta culturale: fino al 14 aprile, dal lunedì alla domenica, è visitabile la mostra “Espressione plastica universale” dell’artista valtellinese Michele Toniatti, presso il Museo Civico di Bormio. Qui è doverosa una visita guidata del centro storico alla scoperta degli angoli più suggestivi della città, tra cortili nascosti e splendidi affreschi.
Programma Pasquali – 5 aprile
Entro le ore 8.45 – Raduno dei partecipanti in piazza V Alpini
Ore 10.00 – Inizio sfilata per le vie del paese (via Al Forte – via San Vitale – via Roma – piazza Cavour/Kuerc)
Ore 12.00 – Benedizione degli agnelli e dei Pasquali in piazza Cavour/Kuerc
Ore 17.00 – Premiazione in piazza Cavour/KuercBormio,