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Festa del Ciso

All’insegna del successo e con grande partecipazione si è svolta domenica 2 giugno la Festa del Ciso, organizzata dai Dolomitici, per festeggiare il loro CISO, annata 2011. Per coloro che ancora non lo conoscessero, con l’invito a degustarlo nella splendida zona di produzione, il Ciso è  Lambrusco a Foglia Frastagliata, IGT delle Dolomiti, il vino “dolomitico” ottenuto dalle uve di viti centenarie su piede franco salvate dall’espianto. ciso 1

La giornata è iniziata con una visita al vigneto di Mama D’Avio (TN) dove appunto si trovano i vitigni, la cui salvaguardia, come pure la vinificazione e tutti i lavori in vigna vengono svolti insieme dai Dolomitici, che si prendono cura di questo “storico monumento vitivinicolo” dopo averlo salvato 3 anni fa dall’espianto.
Si può tranquillamente affermare che si tratta di vero “amore per la terra” e di grande passione, quella che anima il lavoro dei vignaioli dei Dolomitici, piccole realtà che si sono affermate nel rutilante mondo del vino, proprio in virtù della qualità ed eccellenza del lavoro e del prodotto.  ciso 3

Alla base di questo gruppo di undici appassionati Vignaioli, amici veri, c’è un progetto condiviso, finalizzato alla “valorizzazione della diversità del territorio trentino”, e della sua originalità, affidata a vini che ne esprimono l’immagine più autentica e contemporaneamente sono simboli di una viticultura “etica” che rispetta la terra. Quello che loro definiscono come il “Trentino possibile”, in linea con i principi contenuti nel loro “Manifesto” come “l’orgoglio di essere contadini” e la volontà di produrre un vino dall’espressione autentica. Si tratta di storie di uomini, di vigne, di territorio. ciso2

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Un vademecum etico che è iniziato tre anni, proprio salvando un vigneto centenario dall’estirpazione, il “vigneto del Ciso” ovvero di Narciso, che è stato il primo curatore. Si tratta di una varietà “selvatica” ed autoctona presente da secoli nelle zone meridionali della terra trentina ma ormai costantemente “a rischio”.

Il lavoro e la cura assidua hanno dato “letteralmente buoni frutti” e le vigne hanno prodotto un vino rosso dal carattere forte, schietto, autenticamente trentino, anzi “dolomitico”: il CISO.  Di cui, nella prima annata, sono state prodotte solo 3000 bottiglie. Ma i numeri sono aumentati, negli anni, pur gradatamente.

I Dolomitici sono un piccolo Consorzio di produttori, e rappresentano le seguenti Cantine: Castel Noarna, Cesconi, Dalzocchio, Elisabetta Foradori, Eugenio Rosi, Vignaiolo Fanti, Francesco Poli, Gino Pedrotti, Maso Furli e Vilar, realtà singolari, di piccole e medie dimensioni, rigorosamente trentine.

Le Cantine, inoltre, sono impegnate da anni anche in un progetto di “recupero della variabilità varietale” di alcuni vitigni autoctoni trentini, illustrato proprio durante la visita in vigna da Elisabetta Foradori e Gigi Spagnolli (Vilar).  EsternoCastelNoarna_low

Non poteva mancare, come nelle più dolci immagini agresti, e così è stato, la merenda in vigna, a base di pane, formaggio e salumi tipici locali, accompagnati da un buon bicchiere di Ciso 2010 e 1011. Il resto della giornata è proseguito a Castel Noarna, splendido maniero medioevale che domina la Vallagarina, per la festa vera e propria, dove i numerosi appassionati di vino trentino
che hanno potuto degustare i vini delle 10 aziende.

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